Un’intera vita consacrata alla sua ricerca. La promessa solenne mormorata nelle tenebre.
L’avrebbe protetto. Avrebbe protetto
quell’unica mano che aveva stretto la sua nel buio.
Nessun sonno, nessun riposo.
Un’anima perduta fra la propria
promessa e la musica, che, forte, bruciava direttamente nel sangue. Ma per quanto duramente avesse combattuto,
l’unico ricordo che ne avrebbe conservato sarebbe stato quello della propria di
mano, piccola e scura, che si tendeva laddove c’era quella di lui…stringendo
solo l’aria, un’istante dopo che lui era scomparso precipitando nell’oscurità
dell’abisso. Il largo sorriso vittorioso della loro nemica, come una lama puntata
a lacerare quel che restava di un’anima già straziata. Dopo di quello solo la
musica, uno spartito che aveva il suono della rabbia e del dolore, carico di
quella follia che annebbia la mente. Chi era a suonare? Possibile che fosse la
propria voce quella che udiva rimbalzare da un lato all’altro della caverna,
che sembrava fungere da amplificatore naturale, portando quel messaggio di
morte in tutta la città che lì stava adagiata? Era così. Eppure la musica
sembrava venire contemporaneamente da qualche parte fuori di lei.
Quando il suono si spense, dell’orgogliosa città non restava
nulla. Gli abitanti si erano scagliati gli uni contro gli altri, i bambini
erano stati uccisi nella culla, i più grandi castelli erano precipitati su
quelli alla base del crepaccio, ogni cosa era in fiamme. Accanto a lei restava
solo quello stano compagno, che si era definito un biografo e la accompagnava
nella sua ricerca ormai da tempo. Quando era arrivato? Fra le mani di lui uno spartito il cui
pentagramma s’arricciava cambiando forma come le spire di un serpente,
rosseggiando come le fiamme della rabbia che lo aveva generato.
Le labbra di lui si mossero, stendendosi in un sorriso
sorpreso. “ quindi è questo quello che
accade, quando un libro mistico appare per la prima volta in questo mondo”