mercoledì 19 ottobre 2011

Incipit


Un’intera vita consacrata alla sua ricerca.  La promessa solenne mormorata nelle tenebre. L’avrebbe protetto.  Avrebbe protetto quell’unica mano che aveva stretto la sua nel buio. 
Nessun sonno, nessun riposo.
Un’anima perduta fra la propria promessa e la musica, che, forte, bruciava direttamente nel sangue.  Ma per quanto duramente avesse combattuto, l’unico ricordo che ne avrebbe conservato sarebbe stato quello della propria di mano, piccola e scura, che si tendeva laddove c’era quella di lui…stringendo solo l’aria, un’istante dopo che lui era scomparso precipitando nell’oscurità dell’abisso. Il largo sorriso vittorioso della loro nemica, come una lama puntata a lacerare quel che restava di un’anima già straziata. Dopo di quello solo la musica, uno spartito che aveva il suono della rabbia e del dolore, carico di quella follia che annebbia la mente. Chi era a suonare? Possibile che fosse la propria voce quella che udiva rimbalzare da un lato all’altro della caverna, che sembrava fungere da amplificatore naturale, portando quel messaggio di morte in tutta la città che lì stava adagiata? Era così. Eppure la musica sembrava venire contemporaneamente da qualche parte fuori di lei.
Quando il suono si spense, dell’orgogliosa città non restava nulla. Gli abitanti si erano scagliati gli uni contro gli altri, i bambini erano stati uccisi nella culla, i più grandi castelli erano precipitati su quelli alla base del crepaccio, ogni cosa era in fiamme. Accanto a lei restava solo quello stano compagno, che si era definito un biografo e la accompagnava nella sua ricerca ormai da tempo. Quando era arrivato?  Fra le mani di lui uno spartito il cui pentagramma s’arricciava cambiando forma come le spire di un serpente, rosseggiando come le fiamme della rabbia che lo aveva generato.
Le labbra di lui si mossero, stendendosi in un sorriso sorpreso. “ quindi è questo quello che accade, quando un libro mistico appare per la prima volta in questo mondo