domenica 22 gennaio 2012

Giocate in svolgimento: Un killer di nome Medusa, parte 4

Può darsi che le ore siano lunghe come le notti, ma il volgere delle notti scorre nel respiro di un attimo, quando questo misura la vita che resta ad una creatura che pensava di poter vedere il volgere dei prossimi secoli.
Varkalis ha fatto una promessa.
Qualsiasi fosse il potere di quella Casa, sarebbe stato messo a disposizione di Tallan, nel momento in cui ne fosse venuto il momento. Una sconfitta in quello che ritiene il proprio regno, la drow non sembra disposta ad accettarla.
C'era più di quello che resta sul fondo d'una provetta in quelle parole?
Daltronde, che la Bibliotecaria di suo nasconda qualcosa, ormai Tallan lo sa per certo.
Lo ha visto nei bizzarri personaggi che incrociano le sale a volta in cui s'accastellano i libri.
Lo ha visto nella caccia nelle Paludi Ghiacciate dell'Oscuro Nord la cui notte perfetta è stata squarciata dal plenilunio su Angarid nel volgere d'un istante.
Lo si avverte in ciò che non viene detto, neppure nel mantello della protezione di una notte senza luce.
Ma se esiste una regola, od una formula, per invocare quel potere, essa non viene detta ne suggerita.
Esiste qualcosa d'intangibile di cui non si parla. Di cui non si chiede e non si dice, ma la cui forza tangibile può mostrarsi attraverso i piani.
Trovare il modo di accedervi è una prova che l'elfo scuro deve superare da solo.

(continua in "Il pianeta del Movimento veloce" parte 5"

Giocate in svolgimento: Un killer di nome Medusa, parte terza

Pare non esserci nessuno scampo.
Qualsiasi creatura venga a contatto col Medusa, si trasforma inevitabilmente in una statua di cristallo. Più o meno velocemente, o più o meno completamente.
L'unica cosa certa del medusa pare essere che, accanto a quell'incredibile capacità rigenerante, cammina la morte.
Tallan sembra resistere, apparentemente immune ai secondi effetti del filtro, e continua le sue ricerche personali incurante del destino che è toccato a tutti gli esemplari del laboratorio.
Fino a quando, punzecchiato (letteralmente) da Varkalis che vuole appropriarsi di un campione del suo sangue per capire cosa ha di diverso dalle decine di piccole statue che ornano le sue camere, la verità viene messa davanti agli occhi di entrambi.
Il Medusa che credeva inattivo, ripara la piccola ferita, ma il suo sangue diventa vetro e sabbia sul vetrino da laboratorio.
Diventa chiaro che prima che il corpo dell'elfo scuro, naturalmente capace di rimediare ai danni due volte più velocemente di qualsiasi altra creatura mortale, collassi, è ormai solo questione di tempo.
(continua in "Un killer di nome Medusa, parte 4")

lunedì 16 gennaio 2012

Giocate in svolgimento: Un piccolo incidente, parte 2

Prima la noia e poi fastidio.
La necessità dei rivvil di essere sempre assistiti, insieme ala debolezza dimostrata da corpi umani in battaglia, porta la Regina dell'Ordine  ad ordinare una serie di ricerche per la messa a punto di un ritrovato alchemico che possa rigenerare i corpi feriti riducendo drasticamente i tempi di convalescenza.
Punto di partenza è lo strano cadavere rinvenuto nelle terre a nord, e le straordinarie capacità dimostrate quando era in vita.
Incredibilmente, durante il periodo in cui è stato conservato, il corpo, oltre a non mostrare nessun segno di normale decadimento, svelererà essere una statua dagli organi di cristallo e dal sangue misto a sabbia, completamente invasa da un reticolo di "radici" che pare avere la sua origine in un punto alla base del collo del morto, direttamente innestato nelle vertebre.
Ciò spiega perchè gli occhi della creatura, ormai inutili, fossero stati cuciti, le funzioni mentali ridotte praticamente a quelle di un orco e, forse, anche il perchè, dai morti, mancassero spina dorsale e parte degli organi interni.
è mentre sta cercando di estrarre il nocciolo duro dall'intersezione fra le vertebre del collo, che il bisturi di Tallan scivola e si spezza, non riuscendo a penetrare una corteccia che si è fatta più dura dell'acciaio.
Un frammento staccatosi dalla punta gli ferisce le dita, mentre dal foro lasciato nella pelle del morto, trasuda un denso liquido nero simile a melassa.
Incredibilmente, davanti agli occhi di due drow del tutto esterefatti, Tallan non fa in tempo nemmeno a sfilare il guanto, che del taglio non c'è più traccia.
Nei laboratori sorride la vittoria. A quanto pare si è messo le mani su una sostanza dalle capacità rigeneranti mai viste.
Sarà un sorriso che durerà molto poco.
 ( Continua in "Un killer di nome Medusa, parte 3")

domenica 15 gennaio 2012

Giocate in svolgimento:Un uomo venuto da un altro mondo ed il Costruttore di Ponti, parte 1

L'inizio, giunse con un umano di nome Lucio Macrone. Portava con se storie di un mondo diverso da questo, paesaggi e nomi che non erano mai esistiti.
La Regina della Biblioteca lo prese molto più sul serio di quanto lui stesso immaginasse.
Lo frequentò abbastanza da riceverne qualche confidenza, fino ad avere, fra un sorriso ed una tazza d'infuso di muschio, abbastanza indizi da poter localizzare, con buona precisione, il punto in cui Macrone e la sua Centuria erano "apparsi".
Una palude ghiacciata, in cui il sole non sorgeva mai, abitata da strane creature sconosciute, dal muso di porco, che Varkalis identificò come una tribù di Orchi.
Nel frattempo Macrone entrò nell'esercito della Guardia Reale, alle dipendenze dell'Imperatore Dragone.
Un'occasione per poter ordinare, e non chiedere, alla neoguardia, di unirsi alla spedizione verso nord. Cosa che per altro fu fatta volentieri, assaporando la vendetta della sua squadra assassinata.
Tallan e Varkalis, due elfi oscuri e l'umano Macrone a far loro da guida si inoltrarono nelle Paludi.Come spesso accade, nelle lande ghiacciate e prive di vita, trovarono ben più di quello che cercavano.
I resti di una squadriglia di umani, con armi e vesti che non si erano mai viste, spuntavano dalla neve.
Corpi riversi, petti squarciati, torsi a cui era stata strappata la colonna vertebrale e che risultavano privi di organi interni.

Non furono attaccati dagli attesi Orchi, ma da un'unica creatura, gigantesca, dagli occhi cuciti, enormi artigli di acciaio. Non era umana la sua forza, e neppure il modo in cui trovava le prede.
 Con l'udito e l'olfatto. Come una bestia. E come una bestia si avventava letale contro qualsiasi cosa si muovesse.
Macrone arrestò l'impatto bestiale con la creatura. Gli elfi scuri scoccarono dalle balestre solo per scoprire che i dardi, almeno in alcuni punti del corpo, sebbene esso fosse protetto solo dalla propria pelle, non potevano penetrare.
Un quadrello fortunato mise fine alla vita della creatura, che si accasciò emettendo un sibilo...dall'interno del proprio corpo.
Questione di un attimo, e quello che era stato un gigante persino in termini umani, si sgonfiò come un palloncino forato, lasciando a terra il cadavere di un ragazzino malaticcio.
Fi mentre l'elfa scura indagava su quel corpo, esortando Macrone a portarlo via con loro, che Tallan rinvenne ciò che erano venuti a cercare.
All'interno di un libricino su uno dei corpi era piegata una mappa che non illustrava nessun luogo noto, ma profili di mari e monti sconosciuti ed alieni.
L'elfo scuro lo tese verso la matrona, perchè potesse esaminarla. L'aveva appena sfiorata con le dita, che la palude ghiacciata scomparve, depositando i tre avventurieri direttamente nella sala grande della Biblioteca di Angarid.
Il Testo Sacro aveva reagito al desiderio inespresso di chi l'aveva trovato, tornare a casa.
Il Costruttore di Ponti, capace di teletrasportare un gruppo di persone quasi ovunque lo volessero con buona approssimazione, era appena stato aggiunto alla collezione della vera Biblioteca, ma aveva portato con se un Killer che avrà nome Medusa.
(Continua in "Un piccolo incidente, parte 2")